'Kishmish': nuovo percorso nell'Himalaya indiano e aggiornamento alpino settimanale

Table of contents
- 1.Pakistan — Nanga Parbat e gli 8.000 m del Karakorum: inizia la stagione
- 2.Pakistan — K7: finestra breve, discesa urgente e due progetti in corso
- 3.Pakistan — Masherbrum (7.821 m): due team su una montagna raramente visitata
- 4.Il meglio della settimana — 'Kishmish': 2.300 m di nuova via nell'Himalaya indiano
- 5.Perù — Tocllaraju in solitaria e nuovo team polacco nella Cordillera Blanca
- 6.Alpi — La Super Intégrale d'Argentière: cinque vie concatenate nel massiccio del Monte Bianco
- 7.Il secondo grande successo della settimana — Antoine Girard: primo triangolo FAI di 400 km in parapendio
Pakistan — Nanga Parbat e gli 8.000 m del Karakorum: inizia la stagione
Con la stagione pakistana già avviata, le informazioni che arrivano sono ancora scarse. I problemi di comunicazione sono costanti in questa regione e i bollettini dal campo base tardano ad arrivare.
Ciò che si sa è che i polacchi Jarek Łukaszewski e il team di Andrzej Bargiel sono già da giorni al campo base del Nanga Parbat e stavano per iniziare i primi movimenti di acclimatazione. Non sono soli: diversi team internazionali sono già presenti al BC. La fissazione della via sarà in gran parte affidata ai grandi team nepalesi ad alte prestazioni — SST, 8K e IMN — che stanno già arrivando in Pakistan.
È ancora presto per parlare degli ottomila del Karakorum nel loro insieme, ma ci sono già annunci importanti. Il rumeno Horia Colibasanu, con 11 ottomila alle spalle, tenterà il Gasherbrum II in autonomia; il suo obiettivo negli ultimi anni è completare i 14x8.000 m oltre a portare avanti progetti innovativi. L’ecuadoriano Santiago Quintero, doppia amputazione a metà di entrambi i piedi dopo aver scalato da solo la parete sud dell'Aconcagua nel 2002, e con 10 ottomila senza O2, va al Gasherbrum I.
Tra gli abituali già arrivati: la messicana Sol Castro e il giovane Ricardo Segreste (senza O2), il cui destino non può ancora essere svelato — lo faranno loro. Lo spagnolo di Saragozza Martín Ramos (10x8.000 m senza O2 tranne Everest) va anche lui al GI; gli resterebbero K2, Dhaulagiri e Lhotse per completare la lista. L'ungherese David Klein (senza O2) è già al campo base del Broad Peak. E c’è una lunga lista di cui si parlerà quando le montagne saranno operative.

Pakistan — K7: finestra breve, discesa urgente e due progetti in corso
Sul K7 (6.934 m), il team italiano sul versante est ha sfruttato una breve finestra meteorologica per avanzare fino a 6.150 m. Un cambio del tempo anticipato di un giorno li ha costretti a scendere rapidamente in condizioni difficili. La prossima finestra prevista è il 22, e il team ha il permesso fino a inizio luglio, con la possibilità di una proroga di una settimana se necessario.
Colin Haley, che conviveva con loro al campo base, è tornato a casa per un problema alla schiena dopo solo tre settimane dal suo arrivo. Il suo obiettivo era un tentativo in solitaria.
Parallelamente, i giapponesi Genki Narumi e Katsutaka "Jumbo" Yokohama sono anch'essi al K7, al secondo tentativo sulla cresta SO. Il primo è stato nel 2022, quando hanno raggiunto i 6.300 m sopra il pinnacolo de La Fortaleza. A fine maggio avevano completato il primo giro di acclimatazione e si erano riposati qualche giorno a Skardu. Stanno già lavorando di nuovo sulla loro via.

Pakistan — Masherbrum (7.821 m): due team su una montagna raramente visitata
Il meglio della settimana — 'Kishmish': 2.300 m di nuova via nell'Himalaya indiano
Se c’è una notizia che domina il tema tecnico della settimana, è questa. Gli americani Vitaliy Musiyenko e Sean McLane aprono 'Kishmish' (2.300 m, M5-6 R/X) sulla cresta SO del Balakun (6.471 m) nell'Himalaya indiano, dopo un’ascesa di 40 ore quasi ininterrotte e una discesa adrenalinica causata dal cambio del tempo proprio al raggiungimento della vetta.
Il contesto rende il successo ancora più significativo. Il loro obiettivo iniziale, insieme a Christian Black, era aprire una nuova via sul Chaukhamba III (6.974 m), ma diverse settimane di condizioni meteorologiche avverse non hanno offerto loro neanche una possibilità di tentativo. Hanno optato per un piano B che, visto il risultato, potrebbe essere stato perfettamente un piano A per la sua qualità tecnica.
Una via di 2.300 m con tratti misti M5-6 e esposizione R/X, risolta in un push continuo di quasi due giorni: il tipo di alpinismo che non necessita di altri aggettivi.

Perù — Tocllaraju in solitaria e nuovo team polacco nella Cordillera Blanca
Dalla Cordillera Blanca arrivano questa settimana due notizie che illustrano bene la dualità dell’alpinismo contemporaneo.
Oliver Kaspar, giovane italiano di 22 anni, ha salito il Tocllaraju (6.034 m) in solitaria e senza corda: “Non volevo una seconda possibilità”, ha dichiarato. La salita, di per sé già meritoria, acquisisce una particolare rilevanza in una stagione in cui è stato esplicitamente consigliato di non salire questa montagna. Il motivo: condizioni nivologiche estremamente instabili che hanno già provocato una valanga che ha trascinato tre alpinisti di alto livello, di cui solo uno è sopravvissuto. Durante il soccorso, anche i soccorritori hanno subito valanghe.
Un team polacco formato da 4 membri del PZA e 6 del PHS è partita per il Perù con l’obiettivo di scalare vie di alta difficoltà tecnica e aprire nuove linee nella regione. Una spedizione di pura esplorazione.

Alpi — La Super Intégrale d'Argentière: cinque vie concatenate nel massiccio del Monte Bianco

Il secondo grande successo della settimana — Antoine Girard: primo triangolo FAI di 400 km in parapendio
Il pilota francese Antoine Girard firma questa settimana il primo triangolo FAI da 400 km nella storia del parapendio, pilotando un’ala ultraleggera a due bande Ozone Zeolite 2 abbinata all’imbrago modificato F*Race 2.
Il volo non è stato esente da difficoltà tecniche: Girard ha incontrato temporali e termiche deboli che hanno complicato seriamente il progresso per oltre un’ora. Nonostante ciò ha completato il percorso in 11 ore e 32 minuti, raggiungendo un’altitudine massima di 6.700 m sul terreno che chiama il suo "parco giochi preferito": la valle di Hunza, in Pakistan.
Un record storico scritto, come quasi tutti i grandi traguardi in montagna e in aria, su una combinazione di preparazione tecnica, lettura del terreno e tolleranza al rischio calcolato.

