Dal Nepal al Pakistan: il miglior alpinismo cambia scenario per la stagione estiva

Table of contents
- 1.Chiude il Nepal, apre il Pakistan: il cambio di stagione alpina
- 2.Tahu Rutum (6.651m): quattro specialisti davanti alla parete ovest incompiuta
- 3.K7 (6.934m): i Ragni di Lecco cercano nuova via sul pilastro est
- 4.Attività principali: prima discesa sciistica al Ranrapalca (6.162m)
- 5.FKT sull'Everest: Tyler Andrews batte il record per la via Sud con ossigeno supplementare
- 6.Bilancio finale Nepal: oltre 1.000 cime sull'Everest e due nuove Triple Crown
Chiude il Nepal, apre il Pakistan: il cambio di stagione alpina
Con la stagione primaverile in Nepal che volge al termine, il focus dell'alpinismo d'élite si sposta sul Karakorum pakistano. È la logica del calendario alpino: quando il monsone inizia a complicare le finestre in Himalaya nepalese, le grandi pareti di granito del Karakorum entrano nel loro momento migliore. E questa estate 2026 l'inizio non potrebbe essere più interessante.
Due team di livello mondiale sono già in Pakistan con obiettivi che, se riusciranno, passeranno alla storia dell'alpinismo. Non sono spedizioni commerciali né salite su vie stabilite. Sono progetti di apertura su pareti che da anni aspettano gli scalatori giusti. La combinazione di talento, preparazione e ambizione sul campo è esattamente ciò che definisce questa finestra estiva come una delle più attraenti degli ultimi anni.
A questo si aggiunge la chiusura di una stagione nepalesi che lascia titoli tecnici e un dibattito etico che non si risolverà presto: l'uso di ossigeno supplementare nei record di velocità sull'Everest. Lo analizziamo anche in questa cronaca, con i dati sul tavolo e senza filtri.

Tahu Rutum (6.651m): quattro specialisti davanti alla parete ovest incompiuta
Il primo team è una dichiarazione d'intenti. Siebe Vanhee, Symon Welfringer e Sean Villanueva O'Driscoll — tre dei migliori scalatori di grandi pareti al mondo in attività — si uniscono a Pete Whittaker, riferimento globale nell'arrampicata su fessure. Quattro specialisti, ognuno nel proprio dominio, davanti a un obiettivo che hanno mantenuto riservato definendolo solo "progetto Big Wall".
Grazie alle informazioni di Ali M. Saltoro (Alpine Adventures Guide), sappiamo che il permesso è per il Tahu Rutum (6.651m), sul ghiacciaio Biafo, Karakorum.
La parete ovest di questa montagna ha una storia breve ma significativa. Solo Kyle Dempster la tentò in solitaria nel 2008, aprendo una via di 1.300 metri con difficoltà fino ad A3 e ghiaccio a 60°, senza raggiungere la vetta. In un articolo pubblicato su Alpinist, lo stesso Dempster scrisse: "Dal 2008, ogni anno almeno un alpinista mi contatta per informazioni sul Tahu Rutum. Diversi team ci hanno provato. Ricordando i sistemi di fessure e il caratteristico granito, mi chiedo del suo potenziale per l'arrampicata libera. Tuttavia, quella linea diretta sulla parete ovest resta incompiuta."
Con il livello tecnico di questo quartetto, la domanda non è solo se arriveranno in vetta: è se riusciranno a liberare la parete in arrampicata libera, qualcosa che Dempster aveva indicato come potenziale anni fa. La linea diretta della parete ovest aspetta ancora.

K7 (6.934m): i Ragni di Lecco cercano nuova via sul pilastro est
Il secondo progetto in corso questa estate vede protagonisti i Ragni di Lecco, uno dei gruppi alpinistici con più storia e livello tecnico in Italia. La squadra è guidata da Matteo Della Bordella e completano la cordata Giacomo Mauri, Mirco Grasso e Luca Ducoli.
L'obiettivo: aprire una nuova via sul pilastro est del K7 (6.934m), nella valle di Charakusa, una delle zone di granito d'alta quota più ambite del Karakorum. La spedizione è sponsorizzata dal CAI (Club Alpino Italiano) e prevedono una permanenza in Pakistan fino a metà luglio.
Per Della Bordella non è un obiettivo casuale. È un progetto a lungo sognato, per il quale il team ha preparato mesi di allenamento specifico. Il pilastro est del K7 è una linea con carattere: alta esposizione, terreno misto e l'altitudine giusta perché ogni errore abbia conseguenze. Il tipo di progetto che i Ragni hanno trasformato nella loro firma in decenni di alpinismo su pareti in tutto il mondo.
Seguiamo l'evoluzione di entrambe le spedizioni man mano che arrivano informazioni dal campo.

Attività principali: prima discesa sciistica al Ranrapalca (6.162m)
A parte le spedizioni in corso, questa stagione presenta un'attività di rilievo nelle Ande peruviane. Fay Manners e Marco Malcangi hanno completato la prima discesa sciistica del Nevado Ranrapalca (6.162m), nella Cordillera Blanca, Perù.
La linea di discesa scelta coincide inoltre con la prima ripetizione ufficiale della via aperta nel 1980 dagli alpinisti svizzeri Yves-Claude Sonnenwyl e Pierre Morand, che passa attraverso il colle nord tra Ranrapalca e Ocshapalca.
Due traguardi in una sola salita: la prima discesa sciistica documentata su quella linea e la validazione ufficiale di una via vecchia di 45 anni che finora non aveva ripetizioni registrate. Il Ranrapalca non è una montagna minore nel contesto andino: i suoi oltre 6100 metri di altitudine, il ghiacciaio e l'esposizione del colle nord fanno di questa discesa una linea di sci alpinismo di alto livello. Un risultato tecnico che merita di figurare nel registro delle prime di questa stagione.

FKT sull'Everest: Tyler Andrews batte il record per la via Sud con ossigeno supplementare
La chiusura della stagione in Nepal ha come protagonista principale Tyler Andrews, che dopo diversi tentativi precedenti — due solo in questa stagione 2025-26 — è riuscito a salire l'Everest per la via Sud nel miglior tempo della storia: 9 ore, 55 minuti e 41 secondi.
Il dato tecnico è chiaro. Il dibattito che lo circonda, anche: Andrews ha usato ossigeno supplementare in entrambi i tentativi di questa stagione, a partire dal Campo 2 (6.400m) con un flusso di 4 L/min. Alla domanda se quel flusso fosse sufficiente, lo stesso Andrews lo riassume in una frase raccolta da ExplorersWeb: "Se usi gas, perché non usare la portata massima?"
Le linee guida di fastestknowntimes.com — il punto di riferimento più accettato nella comunità FKT, sebbene non sia uno sport ufficiale — non vietano esplicitamente l'O2, ma non lo convalidano senza riserve. Il team di Andrews si appoggia alla categoria assistita per convalidare il record.
Il dibattito non è nuovo. La WADA (World Anti Doping Agency) vietò l'O2 nel 2007, ma ritirò il divieto nel 2010 argomentando che nella zona della morte l’ossigeno supplementare è più una misura di sopravvivenza che un vantaggio sportivo sleale. Ognuno può avere la sua posizione. Ciò che non è discutibile è che, senza ossigeno supplementare, solo 7 alpinisti hanno raggiunto la vetta dell'Everest in questa stagione. Il record di Andrews ha un contesto, e il contesto conta.

Bilancio finale Nepal: oltre 1.000 cime sull'Everest e due nuove Triple Crown
La stagione primaverile in Nepal si chiude con numeri che parlano da soli. Si stima che oltre 1.000 alpinisti abbiano raggiunto la cima dell'Everest in questa stagione. Il dato, lungi dall'essere motivo di festa, riflette lo stato attuale della montagna più alta del mondo come prodotto commerciale di massa. Senza ossigeno supplementare, il numero scende a 7. Tre di loro — l'influencer cinese Chunqi Yan, la russa Nikol Kovalchuk e un gruppo VIP guidato da Nimsdai Purja — sono arrivati in vetta a sorpresa a fine stagione.
Nel capitolo della Triple Crown — le tre cime del Khumbu in una sola stagione: Everest, Lhotse e Nuptse — sono state registrate due nuove realizzazioni. Kristin Harila, anche se ha usato O2 solo sul Lhotse, ha completato il trio. Ngô Hải Sơn con Nima Sherpa lo hanno ottenuto anch’essi, entrambi con ossigeno supplementare.
Lo scenario che lascia questa stagione in Nepal è quello di un'attività che ha quasi completamente perso la sua dimensione sportiva nelle vie commerciali. Il contrasto con ciò che sta partendo ora in Karakorum — due squadre d'élite che inseguono linee mai scalate, senza ossigeno e senza reti di corde fisse — non potrebbe essere più eloquente.
Seguiamo da vicino cosa succede su Tahu Rutum e sul K7.
